(Adnkronos) – “Rafforzare la collaborazione tra istituzioni, strutture sanitarie e mondo della ricerca, promuovendo un approccio alla salute che tenga conto anche dell’ambiente in cui viviamo. È questo l’obiettivo delle nuove iniziative presentate da One Health Foundation”. Lo ha detto Rossana Berardi, presidente di One Health Foundation, oggi al ministero della Salute durante un convegno promosso in occasione della Giornata mondiale One Health del prossimo 3 novembre. Tra le iniziative annunciate anche il riconoscimento dei primi centri certificati secondo il percorso promosso da One Health Foundation. “Un passaggio che punta a valorizzare le strutture impegnate a integrare questo modello nelle attività dedicate alla salute”, rimarca Berardi.  

“È un appuntamento importante, che arriva al termine di mesi di lavoro”, sottolinea Berardi che ricorda la firma di un protocollo d’intesa con il Dipartimento One Health del ministero della Salute. “L’accordo – spiega – è il risultato di un percorso avviato 2 anni fa e ha portato alla realizzazione di un curriculum formativo internazionale per definire le competenze dell’esperto di One Health, con l’obiettivo di progettare nuove strategie per la salute”. Un secondo protocollo è stato sottoscritto con Fiaso, la Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere. “La collaborazione punta a trasformare i principi della One Health in azioni concrete. Questo approccio considera infatti la salute umana strettamente legata a quella degli animali e dell’ambiente, riconoscendo l’importanza di tutelare l’intero ecosistema”.  

Particolare attenzione è rivolta anche ai giovani. “La Fondazione – evidenzia Berardi – nominerà nuovi Ambasciatori della salute, ragazzi chiamati a promuovere stili di vita più sani tra i propri coetanei. Gli Ambasciatori hanno già realizzato un’indagine che ha raccolto oltre 500 risposte in pochi giorni e che continuerà a coinvolgere i ragazzi. La ricerca si concentra sulle abitudini modificabili che possono influenzare la salute degli adolescenti tra i 14 e i 19 anni. I risultati permetteranno di conoscere meglio comportamenti e fattori di rischio di questa fascia d’età e di sviluppare interventi mirati e concreti per favorire la prevenzione”.  

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