“L’immunoterapia ha sicuramente rappresentato una svolta epocale non solo per poter trattare l’epatocarcinoma in uno stadio avanzato con tassi di risposta che fino a poco tempo fa erano impensabili ma soprattutto nell’ottica del trapianto di poter trattare pazienti anche in uno stadio intermedio, con l’obiettivo di ottenere quella che oggi viene definita la ‘conversion therapy’, cioè la possibilità di portare un paziente che inizialmente potrebbe non essere trapiantabile per estensione di malattia a criteri di trapiantabilità”. Lo ha detto all’Adnkronos Salute Pierluigi Toniutto, responsabile Unità di Epatologia e trapianto di fegato, Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine, in occasione di ‘Ottobre, il mese nazionale di sensibilizzazione sui tumori del fegato’.
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