(Adnkronos) – Un bel pezzo di peso del ministero della Salute in platea a Roma all’evento promosso dal Comitato Sanitari per il Sì. Ultimo ad arrivare è stato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ma prima di lui era arrivato il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. In prima fila anche Marco Mattei, Capo di Gabinetto del ministero della Salute; Maria Rosaria Campitiello, direttore Prevenzione del ministero della Salute. “Questo è un referendum indirizzato alla società civile e il mondo della sanità ne fa parte. La giurisprudenza entra nella nostra attività quotidiana, quindi i medici e i professionisti vorrebbero una giustizia più vicina ai sanitari. Questa di oggi è l’occasione per parlarne. Io come mia natura e formazione sono riformista. C’è stata una distorsione su come viene percepita la nostra professione dai cittadini: avere fuori dagli ospedali i cartelli sulla malasanità e sulla possibilità di chiamare gli avvocati se qualcosa è andato storto. Il ‘sì’ non risolve la medicina difensiva, ma apre alla discussione; con un ‘no’ rimane tutto com’è. Oggi molte specialità non le vuole fare più nessuno proprio per colpa del fatto che il medico paga in prima persona. Credo sia giusto muoversi verso una riforma”. Così all’Adnkronos Salute Annamaria Colao, professoressa di Endocrinologia e Malattie del metabolismo all’università Federico II di Napoli, portavoce dei Comitato ‘Sanitari per il sì’, che raggruppa 250 professionisti a sostegno del sì nella campagna referendaria sulla riforma della giustizia.
Presenti al tavolo dei relatori, oltre alla professoressa Colao, l’avvocato Pierpaolo Dell’Anno, ordinario di Procedura penale del’universita Tor Vergata di Roma; Giuseppe Bianco, sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Roma.
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