(Adnkronos) – A giugno si chiude la ‘Missione 6 Salute’ del Pnrr, “si devono evitare le cattedrali nel deserto, le Case di comunità e gli Ospedali di comunità vanno riempiti di personale sanitario, di attrezzature. Se lo facciamo va benissimo ma se non avviene… L’obiettivo deve essere la continuità ospedale-territorio, evitare che il primo venga preso d’assalto e far sì che le persone vengano curate bene”. Così Francesco Vaia, oggi componente dell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, ma tra i protagonisti della pandemia Covid come direttore dell’Inmi Spallanzani di Roma e poi come direttore della Prevenzione del ministero della Salute, nel secondo episodio del vodcast ‘La salute senza filtri-Dalla pandemia alle liste d’attesa’, pubblicato oggi sui canali Adnkronos. I prossimi saranno online il 30 aprile e l’8 maggio.
La medicina di prossimità dovrebbe guardare alle buone pratiche, durante la pandemia Vaia si è’inventato’ per il Lazio le Uscar, “sono state l’uovo di Colombo – ricorda – rivoluzionarie per il tempo e per i risultati che hanno ottenuto. Il Lazio durante la pandemia ha fatto un buon lavoro e l’hanno riconosciuto tutti e va dato merito ai colleghi. Le Uscar erano formate da giovani medici di famiglia e infermieri di famiglia, all’inizio della pandemia non avevano strumenti per dare risposte nel territorio. Noi – aggiunge – gli abbiamo fornito ad esempio il saturimetro o l’ecografo per diagnostica una possibile polmonite in atto. In questo modo si potevano già filtrare i pazienti che avevano necessità del ricovero e chi poteva essere curato a casa”.
Sul tema delle sottofinanziamento del Ssn, Vaia avverte chge “il giusto finanziamento al Ssn è importantissimo, ma non è il problema. Va dato atto al Governo di Giorgia Meloni di aver aumentato i finanziamenti in sanità ma possiamo pensare ad un cifra che cresce ‘ad libitum’? Perché più aumenta l’offerta e più cresce la domanda che è potenzialmente illimitata. Allora, si deve agire su una altro punto, canalizzare meglio la domanda e come renderla più appropriata”. Durante il secondo episodio Vaia ha parlato anche della rete trapianti e del caso dell’ospedale Monaldi di Napoli, dove è stato in passato direttore.
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