(Adnkronos) – “Con 555 visite effettuate in soli 2 giorni, si può parlare di un risultato davvero notevole, per non dire strepitoso. A bordo della ‘Nave della salute’ di One Health Foundation, sulla tratta Ancona-Durazzo-Ancona, sono state erogate prestazioni che, se quantificate economicamente, supererebbero i 100mila euro. Ma il dato più significativo è un altro: è stato possibile individuare persone a rischio sia per malattie cardiovascolari sia per familiarità oncologica”. A dirlo è Rossana Berardi, direttrice Clinica Oncologica Aou Marche, presidente di One Health Foundation e presidente eletto di Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), che con l’Adnkronos Salute traccia un bilancio dell’iniziativa giunta alla sua terza edizione . 

Il viaggio è iniziato giovedì 23 aprile dal porto di Ancona, con ritorno il giorno dopo da Durazzo. Per 2 giorni sono stati attivi 10 ambulatori (2 di cardiologia, genetica oncologica, medicina vascolare, oculistica, dermatologia, ecografia addominale, nutrizione clinica, neurochirurgia e screening per Hiv, Hcv, Hbv e sifilide) e 17 medici specialisti hanno visitato i passeggeri. In totale sono state svolte 23 visite neuro-chirurgiche, 89 visite ed esami cardiologici, 45 visite dermatologiche, 44 test per Hiv, sifilide ed epatite B e C. Sono anche state eseguite 35 visite nutrizionistiche, 44 visite di consulenza oncologica e visite senologiche, 57 ecografie all’addome, 101 ecodoppler e 94 visite oculistiche. Sempre durante la traversata dell’Adriatico, a un uomo di 78 anni (con passaporto italiano) è stato diagnosticato un infarto in atto. 

“Tutto questo ha permesso di avviare i pazienti, in gran parte passeggeri albanesi, prevalentemente automobilisti, con un’età media tra i 50 e i 60 anni, verso percorsi di monitoraggio più approfonditi, dopo essersi sottoposti a screening e controlli gratuiti”, sottolinea Berardi. “Dopo questo successo – conclude Mauro Boldrini, vicepresidente di One Health Foundation – abbiamo deciso di intensificare queste campagne, perché abbiamo visto come la ‘Nave della salute’ rappresenti un esempio virtuoso che può essere esportato e diffuso. Fondamentali per noi rimarranno i progetti di prevenzione con l’Albania, dati i rapporti istituzionali avviati col ministro della Salute e con il rettore dell’università di Tirana”. 

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