(Adnkronos) – “Le infermiere e gli infermieri raccolti nelle varie associazioni nazionali costituiscono un vero e proprio esercito del bene. Celebriamo oggi il lungo percorso nella società e nella sanità che la vostra professione ha realizzato nel nostro Paese, che ha vissuto in Italia”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Roma alla Cerimonia in occasione del centenario della Giornata internazionale dell’Infermiere.
“Solidarietà e cura non possono avere carattere di eccezionalità, prendersi cura dell’altro, degli altri è parte essenziale del nostro benessere, della nostra sicurezza, della qualità della nostra vita. Il lavoro generoso e professionale degli infermieri è motore della universalità del diritto alla salute. L’assistenza a chi soffre, la terapia assicurata a chi affronta la malattia, il sostegno a chi non ce la fa da solo, la relazione umana che nasce dalla prossimità sono realtà quotidiana delle vostre vite, non conoscono discrimine, si rivolgono a tutti, senza fare distinzioni per colore della pelle o per condizioni sociali. Il vostro lavoro quotidiano è pertanto un saldo punto di riferimento nella vita dell’intera comunità. Siete protagonisti di diritti sanciti dalla Costituzione”. Ha proseguito il presidente della Repubblica. “Gli infermieri -ha quindi ricordato il Capo dello Stato- operano contro la malattia che vulnera l’integrità della persona negli aspetti fisici e morali. Il centro del vostro impegno è quindi la persona. Curare la persona e non soltanto la malattia è un ambito che cambia la prospettiva, che avvertiamo come un impegno più maturo e consapevole nella società e per farlo le professioni infermieristiche divengono in misura sempre maggiore un perno decisivo, tanto più in una medicina che tende a iper tecnologizzarsi. L’infermiere quindi lavora in un crocevia di alti valori umani. Gli infermieri sono oggi 462.000. Sappiamo che si tratta di un numero insufficiente rispetto alle esigenze di cura delle popolazioni. È un tema che non appare eludibile e che interpella formazione e considerazione della centralità di questa funzione, perché la sua centralità è essenziale per il corretto funzionamento della nostra società nel suo complesso. Dobbiamo evitare che i nostri giovani professionalizzati vadano all’estero per trovare riconoscimenti e retribuzioni migliori di quelle che qui possono essere offerte”.
“La sanità è un pilastro del welfare, del modello sociale europeo. Il diritto universale alla salute – ha ribadito Mattarella – rappresenta una pietra angolare della nostra democrazia e della nostra stessa libertà. Non dovrebbe esservi neppur bisogno di ricordare che il radicamento necessario dei servizi di cura non può tollerare disparità fra territori, a partire dalle aree interne dell’Italia. Sarebbe come dire un diritto alla salute diseguale per i cittadini”.
“La forza etica personale di cristiana solidarietà che aveva animato Florence Nightingale, la pioniera della professione infermieristica, nata, ricordo, a Firenze nel 1820, aveva trovato espressione sui campi di battaglia prima ancora che nelle epidemie che si manifestavano. L’innesco per la creazione del diritto internazionale umanitario durante i conflitti fu prezioso e meriterebbe oggi ben diverso rispetto. Non esito a paragonare a gesti eroici quelli compiuti dai vostri colleghi a Gaza, da un sistema sanitario già fragile che è stato demolito, distrutto, come anche altrove è avvenuto” ha ribadito il presidente, per poi concludere: “Tengo particolarmente a ricordare il contributo decisivo e l’appassionata dedizione che vi ha contraddistinto in occasione della pandemia da Covid. Drammatica, lunga emergenza, che voi avete vissuto con sacrifici immani e con diverse vittime e che qualcuno, dimenticando i tanti morti di quei tragici giorni, vorrebbe derubricare a poco più di una leggera influenza, portando a dimenticare gli sforzi, spesso eroici, ripeto, eroici, e le sofferenze di medici e infermieri, di tutto il personale sanitario”.
“In questa giornata -ha concluso il Capo dello Stato- desidero doverosamente ribadire la gratitudine della Repubblica per quel che avete fatto e per quello che continuate a fare ogni giorno, infondendo fiducia, testimoniando umanità e solidarietà, preziose insieme ai trattamenti terapeutici. Lei, presidente Mangiacavalli, ha ricordato il motto ‘Nessuno si salva da solo’: nei giorni del Covid, fu ricordato con grande autorevolezza, non fu soltanto il riconoscimento del limite umano, ma una presa di coscienza, un salto nei rapporti delle nostre comunità”.
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