(Adnkronos) –
Il peso del presidente Donald Trump, ingrassato di 10 chili negli ultimi mesi e salito ben oltre quota 100, ha guadagnato le pagine dei giornali di tutto il mondo insieme alla preoccupazione dei suoi medici. “Di sicuro è una situazione che deve essere attenzionata, considerato che Trump ha raggiunto centotto chili per un’altezza di un metro e novanta e ha 80 anni. Con questi dati, su un piano generale, possono esserci preoccupazioni per la salute cardiovascolare e metabolica”, spiega all’Adnkronos Salute Silvio Buscemi, presidente della Società italiana dell’obesità (Sio)
“Credo che questo incremento sia il frutto di una vita complessa, fatta di continui viaggi, spostamenti, pranzi, cene, ricevimenti. Inevitabilmente lo stile di vita ne risente e ciò si è tradotto in un aumento di peso. E’un indicatore dello stress a cui è sottoposto il presidente”.
Un deciso aumento di peso, continua l’esperto, “ha un significato in termini di rischio maggiore rispetto a un peso elevato ma stabile. Ovvero: se il peso di Trump fosse stato 108 chili anche da prima di diventare presidente, se si fosse mantenuto tale, probabilmente avrebbe avuto un impatto meno negativo sul rischio per la salute cardiovascolare e metabolica”. Per avere un quadro più chiaro del caso specifico, però, “bisognerebbe anche capire come dove li ha acquisti questi dieci chili in più, se si tratta di grasso viscerale, addominale – più preoccupante – se ha perso massa magra, se ha guadagnato massa magra, fare una valutazione più ampia alla luce anche degli esami di laboratorio”. Trump non ha mai nascosto la sua passione per il junk food e la sua avversione per l’esercizio fisico: “Non mi piace, mi annoio”, ha detto e ripetuto stroncando l’ipotesi di salire su un tapis roulant. L’unica eccezione è rappresentata dal golf: lungo il fairway, però, il presidente si muove al volante del cart e generalmente cammina solo nei pressi del green. Un po’ poco.
Buscemi non si appassiona, invece, ai numeri che farebbero rientrare il presidente nella definizione di obesità. “Mancano settecentocinquanta grammi, ma se dovesse prenderli non cambierebbe molto. Questi sono numeri che servono per valutare la popolazione generale, non il singolo individuo, per il quale bisogna invece valutare la situazione specifica, la realtà clinica, con esami mirati”.
Insomma, possiamo dire che “il segnale di allarme è questo: Trump ha registrato un aumento di peso di circa il 10% in un tempo relativamente breve. Questo si associa, in generale, a cose non buone per la salute, quindi il presidente farebbe bene a rientrare nei giusti parametri” sottolinea Buscemi secondo il quale però la questione è domandarsi come mai è aumentato di peso. “Ovviamente perché ha mangiato di più e si è mosso di meno. Ed è chiaro a tutti che tra viaggi e ricevimenti continui è facile perdere l’aspetto più salutare dello stile di vita. Inoltre i continui cambi di fuso orario incidono sui bioritmi, sugli gli ormoni dello stress, sul sonno”.
“C’è uno stravolgimento. In genere all’età del presidente Trump il più delle volte non vediamo persone che ingrassano ma rileviamo cali di peso anche con contrazioni della quantità di massa magra. La dinamica spontanea dell’invecchiamento ponderale dell’essere umano prevede che a quell’età si cominci a dimagrire spontaneamente”, osserva Buscemi. “Ma è chiaro che non possiamo assimilare il presidente Trump a qualsiasi cittadino. Uno stile di vita salutare è più complicato in relazione ai suoi impegni. Un esempio, in piccolo, sono i politici in campagna elettorale che, in generale, aumentano molto di peso, perché dormono poco sono costretti a viaggi continui, a pranzi, cene e varie e a molto stress”.
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