(Adnkronos) – “Fino a poco tempo fa” la vitiligine “era considerata solo un difetto estetico, oggi si configura come una patologia. Ha un impatto sulla pelle e un risvolto psicologico importante. Sapere che c’è la possibilità di avere nuove terapie fa ben sperare. Abbiamo deciso di costituirci come associazione alla fine dell’anno scorso perché riteniamo che sia il momento giusto: un’associazione può essere uno stimolo, anche nei confronti delle istituzioni, per semplificare e accelerare i percorsi di riconoscimento delle nuove terapie che stanno per entrare sul mercato”. Lo ha detto Davide Rossetti, presidente Aiv – Associazione italiana vitiligine, partecipando oggi a Milano all’incontro con la stampa ‘Oltre la pelle: vitiligine e alopecia areata, le malattie invisibili che tutti vedono’ organizzato da AbbVie in occasione del via libera in Europa di upadacitinib, il primo e unico farmaco sistemico approvato nell’Ue per la vitiligine non segmentale e il primo Jak inibitore ad ottenere la ricrescita completa dei capelli nell’alopecia areata. Esperti e rappresentanti delle associazioni dei pazienti hanno fatto il punto sull’impatto clinico e sociale della vitiligine e dell’alopecia areata, sullo stato dell’arte della ricerca e sulle prospettive future per le persone che vivono con queste malattie autoimmuni croniche.
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