(Adnkronos) – Il capitale umano come elemento chiave del sistema lavoro e, in ambito sanitario, per la qualità delle cure, la sicurezza dei pazienti e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Questi temi sono stati al centro del convegno ‘Lavoro e capitale umano: le sfide per il futuro’, organizzato oggi dall’Aaroi-Emac (Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani – Emergenza area critica) a Palazzo Wedekind a Roma. L’iniziativa ha offerto un momento di confronto ampio e articolato sulle profonde trasformazioni che stanno investendo il mondo del lavoro, con un focus specifico sul settore sanitario, chiamato a misurarsi con cambiamenti organizzativi, innovazione tecnologica, digitalizzazione dei processi e criticità legate alla carenza di personale e alla sostenibilità dei carichi di lavoro.  

Nel corso del convegno – al quale hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle parti sociali – è emersa con chiarezza la necessità di ripartire proprio dalle persone, dalle competenze e dal valore professionale. “Nel settore sanitario – ha dichiarato in apertura dei lavori Alessandro Vergallo, presidente nazionale Aaroi-Emac – ma così come in tutti gli ambiti lavorativi, il capitale umano non è una variabile accessoria. In sanità, ad esempio, è l’asse portante della qualità e della sicurezza delle cure. Parlare di sostenibilità senza investire realmente sulle persone significherebbe eludere, senza scioglierlo, il nodo principale della crisi che attraversa il Ssn”. 

Spazio è stato dedicato al tema dell’innovazione tecnologica e dei nuovi modelli organizzativi, sempre più centrali nei processi di riorganizzazione della sanità pubblica. Secondo l’Aaroi-Emac, digitalizzazione e nuove tecnologie possono rappresentare leve importanti di miglioramento solo se accompagnate da un rafforzamento delle condizioni di lavoro e da politiche strutturate di valorizzazione professionale. “L’innovazione organizzativa è fondamentale – ha sottolineato Vergallo – ma non può essere considerata una strada per compensare la carenza di personale. Senza sicurezza, formazione continua, riconoscimento professionale e carichi di lavoro sostenibili, il rischio è quello di impoverire ulteriormente il sistema pubblico e di allontanare ancora di più i professionisti dal Ssn”. 

Durante i lavori è stata messa in evidenza la necessità di strategie concrete orientate alla valorizzazione delle competenze, alla tutela della qualità e della sicurezza delle prestazioni e alla tenuta complessiva del sistema lavoro, con particolare riferimento alla sanità pubblica. Nel dibattito è stato inoltre ribadito il ruolo centrale del confronto tra istituzioni, esperti e parti sociali come strumento indispensabile per costruire politiche del lavoro e della sanità capaci di rispondere alle sfide attuali e future anche per quanto concerne il benessere lavorativo.  

“Il futuro – ha concluso il presidente Aaroi-Emac – dipende dalla capacità di rimettere le persone che ogni giorno fanno funzionare la sanità in condizioni di poterlo fare con soddisfazione professionale e nella salvaguardia della loro vita privata. Solo attraverso strategie condivise a tal fine sarà possibile continuare a garantire il diritto alla salute e l’interesse collettivo”. 

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