(Adnkronos) – “La decisione di Farmacap di interrompere ogni rapporto commerciale con Teva, gruppo farmaceutico internazionale di origine israeliana, rappresenta un fatto grave, irresponsabile e profondamente inquietante, perché introduce un principio che dovrebbe restare estraneo a qualsiasi sistema sanitario degno di questo nome: l’uso dell’ideologia come criterio nella tutela della salute pubblica”. Lo scrive in una nota il presidente dell’Associazione Setteottobre, Stefano Parisi commentando la decisione delle farmacie comunali di Roma.
“Teva non è un governo, non è un esercito, non è un soggetto politico. È una delle principali aziende farmaceutiche al mondo, produttrice di farmaci generici essenziali utilizzati quotidianamente da milioni di pazienti, spesso fragili, spesso cronici. Trasformare un’azienda farmaceutica in un bersaglio simbolico, per compiacere pressioni politiche e sindacali apertamente ideologiche, significa piegare la sanità a logiche di militanza e propaganda, con un disprezzo preoccupante per le conseguenze concrete sulle persone”, afferma Parisi.
“Noi contestiamo con forza questa deriva, la sanità non è un campo di battaglia ideologico. I farmaci non sono strumenti di sanzione politica. Le farmacie comunali non possono diventare avamposti di campagne militanti che nulla hanno a che fare con la cura, la prevenzione e l’accesso equo ai medicinali. Chiediamo che la sanità pubblica venga sottratta a ogni forma di strumentalizzazione politica e che venga ristabilito un principio semplice ma essenziale: la salute non si boicotta”, conclude.
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