(Adnkronos) – Dall’infortunio alla medaglia d’oro. Federica Brignone trionfa nel SuperG alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 con un’impresa destinata a entrare nella storia dello sci e dello sport azzurro. Una rincorsa iniziata 10 mesi fa dopo un grave infortunio, le perazioni e la ripresa. Ad accompagnarla, nei passaggi cruciali, il chirurgo ortopedico Andrea Panzeri, presidente della Commissione medica della Fisi (Federazione italiana sport invernali). “C’è una grande emozione, anche se siamo dei professionisti. Ma passiamo tanto tempo con questi grandi atleti e oggi vedere cosa ha fatto Federica, l’oro, ci riempie d’orgoglio per un risultato incredibile che è frutto di un lavoro di gruppo tra professionisti di alto livello, di un timing azzeccato per le scelte degli interventi, soprattutto nel secondo che ha dato la svolta. E poi il lavoro sugli sci: Federica ci ha creduto e non ha mai mollato. Non ci ha mai chiesto ‘posso?’, o ‘cosa ne pensate?’. Ha lavorato giorno dopo giorno senza fretta”, dice all’Adnkronos Salute.
Panzeri ha seguito tutto il calvario della campionessa dalla sala operatoria al podio. Un ‘viaggio’ iniziato 10 mesi fa con la frattura scomposta pluriflammentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra. Lo specialista oggi è con lei a festeggiare un oro che è un’impresa unica nello sci. Sorpreso? “Sì e no – risponde – avevamo visto che nelle prime uscite Federica rispondeva bene e ‘aveva le gambe’ per stupire”.
Qual è il segreto dietro a questa corsa contro il tempo che ha portato oggi alla medaglia più importante? “Concentrazione sugli obiettivi, basi scientifiche, test, impegno, lavoro – elenca Panzeri – Quello che siamo riusciti a fare è possibile perché lavoriamo con atleti di altissimo livello, solo con loro si può fare, che dedicano se stessi tutti i giorni. Anche noi ci prendiamo dei rischi con le decisioni, ma – conclude – dietro ogni scelta ci sono test e risultati. E’ molto importante la fiducia reciproca e oggi ci godiamo questa giornata fantastica”.
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