(Adnkronos) – Notti tropicali nemiche della sessualità maschile. In questa torrida estate fatta di ondate di calore che sembrano eterne, con temperature record di giorno che scendono poco o nulla dopo il tramonto, sotto le lenzuola non si rischiano solo insonnia e bagni di sudore: per lui, con effetto immediato, cala la libido; e alla lunga, in autunno, ne risente anche la fertilità. Lancia l’allarme il ginecologo Claudio Giorlandino, direttore scientifico dell’Istituto di ricerca Altamedica e presidente della Sidip, Società italiana di diagnosi prenatale e medicina materno-fetale. 

“Il fenomeno delle notti tropicali, con temperature che rimangono elevate anche nelle ore notturne, impedisce all’organismo di disperdere il calore accumulato. A farne le spese è soprattutto l’apparato riproduttivo maschile. Il testicolo è infatti progettato dalla natura per funzionare a una temperatura inferiore rispetto al resto del corpo, motivo per cui si trova all’esterno dell’addome”. Nel breve termine le conseguenze si manifestano sul piano dell’intimità: “Molti uomini riferiscono in questi giorni un calo del desiderio sessuale e della performance, ma non è il testosterone a diminuire improvvisamente – chiarisce Giorlandino – Il problema nasce soprattutto dal fatto che si dorme peggio, aumenta lo stress, cresce la disidratazione e l’organismo è più affaticato. Tutti fattori che riducono libido ed efficienza sessuale”. Immediato dunque il calo del desiderio, ma la “mina a scoppio ritardato” è l’impatto sulla fertilità: “Le cellule staminali che producono gli spermatozoi sono estremamente sensibili allo stress termico, che causa stress ossidativo e potenziali danni al Dna spermatico, riducendone numero, motilità e capacità fecondante”. Il risultato? “Il dato più sorprendente è che il danno non si vede oggi, ma tra settembre e ottobre”, precisa lo specialista. 

“La produzione di uno spermatozoo – spiega Giorlandino – richiede circa 3 mesi. Gli spermatozoi che saranno utilizzati in autunno sono quelli che oggi stanno subendo lo stress termico. Gli studi internazionali confermano che, a seguito di estati particolarmente calde, la concentrazione e la motilità degli spermatozoi possono subire un calo compreso tra il 20% e il 30%. Contestualmente, si registra un aumento della frammentazione del Dna spermatico, un parametro direttamente correlato a una minore probabilità di concepimento e a un maggior rischio di aborto precoce. Anche la temporanea riduzione del volume del liquido seminale, legata spesso alla disidratazione, rappresenta un segnale da non sottovalutare, per quanto transitorio rispetto al danno qualitativo”. La buona notizia è che l’effetto è reversibile. “Se il testicolo torna a lavorare a una temperatura normale, nell’arco di un ciclo completo di spermatogenesi, circa 3 mesi, la fertilità tende a recuperare”, rassicura l’esperto che detta alcuni consigli per tutelare la salute riproduttiva: “Garantire una corretta idratazione e un riposo notturno adeguato; evitare l’esposizione prolungata ad alte temperature, ambienti surriscaldati e saune; considerare la stagionalità della fertilità maschile, specialmente per le coppie che stanno programmando una gravidanza o un percorso di procreazione medicalmente assistita (Pma)”. 

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