La fibrillazione atriale è la più comune delle aritmie cardiache, con un’incidenza che supera i 100mila nuovi casi all’anno in Italia. Molto frequente negli anziani, colpisce infatti il 20% delle persone over 70, la condizione ha un impatto importante sulla vita per il maggior rischio di trombosi e ictus, oltre che di scompenso cardiaco. Il trattamento risolutivo più efficace è rappresentato dall’ablazione che, fino a poco tempo fa, sfruttava 2 tipi di energia – la radiofrequenza e la crio-energia – per creare le barriere elettriche in grado di bloccare i ‘cortocircuiti’ responsabili dell’aritmia. Oggi, gli specialisti e i loro pazienti hanno a disposizione un nuovo sistema all-in-one per la diagnosi, mappatura e ablazione che sfrutta i campi elettrici pulsati. Si tratta di Volt Pfa – Pulsed field ablation, le cui peculiarità sono state al centro del media tutorial ‘Una nuova era nel trattamento della fibrillazione atriale’, organizzato da Abbott a Milano. Tra i vantaggi del sistema a campi pulsati la possibilità di indirizzare efficacemente l’energia elettrica solo verso le cellule miocardiche, la maggior sicurezza dell’operazione, data anche dall’assenza di necessità di anestesia totale, e la rapidità di esecuzione.
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