(Adnkronos) – Prepararsi a una maxi-emergenza prima che si verifichi, con percorsi di formazione condivisi, procedure comuni e capacità operative coordinate. È uno dei messaggi al centro della prima giornata del congresso dell’Area culturale medicina critica dell’emergenza della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), aperto oggi alla Città militare della Cecchignola di Roma. Alla Cerimonia inaugurale sono intervenuti portando il loro saluto il Generale di Corpo d’Armata Angelo Michele Ristuccia (Comandante logistico dell’Esercito), il Ten. Gen. Vincenzo Campagna (direttore generale della Sanità militare), il Maggiore Generale Dir. Michele Tirico (Comandante di Sanità e Veterinaria dell’Esercito) e rappresentanti della Protezione civile, di Ares 118 e di Croce rossa italiana.
“Il Congresso Ace ricorda quanto la Sanità militare sia parte integrante del sistema Italia – afferma la presidente Siaarti Elena Bignami -. Le maxi-emergenze mettono alla prova la capacità di sistemi diversi di lavorare insieme. È questo il valore di una giornata di apertura che riunisce nella stessa sala istituzioni militari, sanitarie e professionisti del soccorso”. La cooperazione – spiegano da Siaarti – assume un peso particolare anche negli interventi all’estero, dove calamità e disastri richiedono il coordinamento tra strutture civili e militari. Su questo fronte Siaarti punta a rafforzare i progetti comuni di formazione e ricerca con le diverse componenti del soccorso.
I lavori sono proseguiti con le missioni di Protezione civile e la gestione delle maxi-emergenze ambientali. A spiegare le scelte alla base del programma è Davide Colombo, responsabile dell’Area culturale Siaarti medicina critica dell’emergenza e responsabile scientifico del Congresso: “È un congresso preparato a lungo, con scelte difficili rispetto a cosa includere e cosa escludere. Il programma definitivo è però equilibrato e di alto profilo e credo che i partecipanti potranno spaziare tra i diversi aspetti dell’emergenza e confrontarsi con relatori di grande esperienza e grande caratura scientifica”.
La sessione dedicata alla medicina tattica ha affrontato anche il trasferimento all’ambito civile di esperienze e procedure sviluppate in contesti militari, con la presentazione del documento Siaarti Gestione anestesiologica del paziente critico in ambiente ostile. L’esperienza maturata dalla medicina tattica nel trattamento dei pazienti politraumatizzati e dei feriti da arma da fuoco ha contribuito allo sviluppo di procedure che oggi trovano applicazione anche nell’emergenza civile, tradotte nel documento in indicazioni condivise per la gestione del paziente critico in ambiente ostile. La gestione delle maxi-emergenze richiede competenze cliniche, prontezza operativa e addestramento specifico. In questi scenari l’anestesista-rianimatore può trovarsi a operare fuori dall’ospedale, all’interno di sistemi complessi che coinvolgono professionalità e organizzazioni diverse.
È il punto sottolineato da Luca Carenzo, responsabile della Sezione Siaarti Maxiemergenze e ambiente ostile: “A Crans-Montana, ad esempio, anestesisti-rianimatori italiani hanno lavorato fianco a fianco con colleghi svizzeri e francesi e accompagnato i pazienti ustionati verso i centri di riferimento in Italia. Una risposta di questo tipo non può dipendere solo dalla competenza e dalla buona volontà dei singoli: dipende soprattutto dall’addestramento”.
Nelle maxi-emergenze squadre appartenenti a organizzazioni diverse possono incontrarsi per la prima volta direttamente sul campo e avere pochi minuti per funzionare come un unico sistema. Non è possibile addestrarsi in anticipo con tutte le persone con cui si lavorerà, ma è possibile prepararsi a operare con professionisti mai incontrati prima. “Serve un percorso specifico e condiviso con Protezione civile, Forze armate, volontariato, società scientifiche e agenzie del soccorso tecnico – continua Carenzo -. Siaarti e un congresso come Ace servono anche a questo: costruire un linguaggio comune che renda efficace la collaborazione sul campo”. Nel corso della giornata il confronto si è esteso alla gestione dell’arresto cardiaco e alle nuove tecnologie, dalla realtà virtuale nella formazione ai dispositivi di assistenza circolatoria e ai Cardiac Arrest Center. Spazio anche alla coagulopatia da emorragia massiva, al trauma e alla gestione del dolore acuto nelle maxi-emergenze. Tra i temi dell’edizione 2026 anche l’assistenza sanitaria nei grandi raduni, nei concerti, negli eventi sportivi e nelle manifestazioni di massa, che richiedono una pianificazione sanitaria specifica, squadre preparate e la capacità di gestire sia le esigenze cliniche individuali sia eventuali emergenze con più persone coinvolte.
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