(Adnkronos) –
Afa giorno e notte, senza tregua. L’Italia è investita dalla nuova ondata di calore, che infiamma la metà di luglio, e torna a vivere un crescendo di allerta per le temperature elevate in diverse aree del Paese. Se ieri le città previste col bollino rosso sono state 4 – cioè Brescia, Firenze, Perugia e Torino – stando all’ultimo aggiornamento del bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute, il numero oggi, mercoledì 15 luglio, salirà a 7 con l’aggiunta di Bologna, Frosinone e Roma.
La lista si allungherà ulteriormente giovedì 16, quando le città bollino rosso diventeranno ben 15, con l’innalzamento dell’allerta al livello massimo anche per Cagliari, Campobasso, Genova, Latina, Palermo, Pescara, Rieti e Viterbo. Segno che il caldo si sta prendendo il Paese, da Nord a Sud.
Completano il quadro del giorno al momento previsto più afoso – il 16 luglio – anche 5 capoluoghi bollino arancione (livello 2): Bolzano, Milano, Trieste, Venezia e Verona. In giallo (pre-allerta) restano Ancona (che nei due giorni precedenti è prevista in arancione), Bari, Catania, Civitavecchia, Messina, Napoli e Reggio Calabria. Zero i bollini verdi.
L’estate 2026 si sta rivelando un calvario per l’Europa. Luglio, in tal senso, non si differenzia dal mese precedente. La brutale ondata di calore registrata a giugno ha causato migliaia di morti in tutta l’Europa occidentale, diventando uno dei disastri climatici più letali del continente, come emerge da un’analisi di ‘Politico’, secondo cui i dati ufficiali preliminari sulla mortalità nell’area e le stime dei ricercatori dai 6 Paesi più colpiti indicano almeno 14mila decessi in eccesso durante il periodo di caldo estremo registrato il mese scorso.
L’ondata di afa record, iniziata intorno al 18 giugno e durata fino all’1 luglio, si è abbattuta su diversi Paesi europei, con picchi di temperature talmente fuori dall’ordinario che secondo gli esperti non sarebbero state possibili senza i cambiamenti climatici causati dall’uomo, in particolare dalla combustione di combustibili fossili.
Le cifre analizzate da Politico, si legge nel focus pubblicato online, includono circa 2mila decessi in eccesso in Francia, 1.740 in Belgio, 6.800 in Germania e 480 nei Paesi Bassi, oltre a 810 decessi specificamente legati al caldo in Spagna e circa 2.200 decessi dovuti al caldo nel Regno Unito. Un altro set di dati, pubblicato lunedì da ‘EuroMoMo’, un servizio di monitoraggio della mortalità supportato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha mostrato che i suoi 27 Paesi membri dell’Ue hanno segnalato 10.650 decessi in eccesso tra il 22 e il 28 giugno.
Queste cifre potrebbero ancora cambiare man mano che arrivano ulteriori dati. I decessi in eccesso fotografano l’aumento della mortalità rispetto ai livelli medi. Sebbene le cifre includano i decessi per tutte le cause, questo indicatore viene utilizzato per valutare rapidamente l’impatto delle ondate di calore. Ottenere un conteggio preciso dei decessi correlati al caldo è un lavoro meticoloso, poiché le alte temperature uccidono non solo per colpo di calore, ma anche aggravando patologie preesistenti.
“È molto plausibile che questi dati siano principalmente legati al calore”, ha affermato Lasse Skafte Vestergaard, dello Statens Serum Institut danese, che ospita EuroMoMo, commentando i risultati dell’analisi. “Al momento in Europa non ci sono altre spiegazioni evidenti o minacce per la salute pubblica che possano giustificare questo fenomeno”, ha dichiarato a Politico. “E le cifre sono davvero insolite per la loro entità”. I dati di EuroMoMo non hanno una ripartizione a livello nazionale, ma il servizio ha rilevato che i decessi in eccesso sono stati particolarmente elevati in Francia e Belgio alla fine di giugno.
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