(Adnkronos) – Lo stigma è lo stesso, ma le patologie non lo sono. I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione e l’obesità “sono condizioni cliniche distinte, con cause, trattamenti e vissuti diversi, eppure vengono spesso lette attraverso lo stesso pregiudizio, che finisce per ritardare diagnosi e cura. Il giudizio sul corpo diventa anche un ostacolo alla salute. Non è solo un fatto culturale: il timore di essere giudicati, anche negli ambienti sanitari, porta molte persone a evitare di chiedere aiuto, con il rischio di aggravare la propria condizione. Dare voce a ciò che resta invisibile” è l’obiettivo della campagna digitale di sensibilizzazione ‘Apparenze. Non confondere ciò che vedi in ciò che vivo’, realizzata dalla no profit Animenta con il contributo non condizionato di Lilly. L’iniziativa mette insieme la prospettiva medico-clinica e le testimonianze di chi vive queste patologie ogni giorno, per restituire complessità e dignità a storie che troppo spesso vengono semplificate o fraintese. Animenta è stata fondata da Aurora Caporossi che ha vissuto in prima persona i Dca.
La campagna nasce da una consapevolezza urgente: i pregiudizi legati all’aspetto fisico continuano a condizionare la vita di milioni di persone, spesso in modo invisibile. “Lo stigma e il pregiudizio contribuiscono in modo effettivo al ritardo nell’accesso alle cure per chi soffre di disturbi alimentari e obesità, allo stesso modo negli ambienti sanitari stessi lo stigma rappresenta una barriera significativa: il timore di essere giudicati o ricevere un trattamento inadeguato porta molte persone a evitare di cercare aiuto, ritardando la diagnosi e peggiorando la gravità dello stato di salute del paziente (fonte Congresso Nazionale Aidap sulla conoscenza e sul trattamento dei disturbi dell’alimentazione e dell’obesità, 2024) – si legge nella nota dell’associazione Animenta – In un contesto culturale che tende a giudicare la salute da ciò che appare, il peso, la forma del corpo, l’abbigliamento, Apparenze intende restituire complessità a storie che vengono troppo spesso semplificate o fraintese”.
Corpi diversi, storie diverse: abbattere i pregiudizi. Uno degli obiettivi centrali di Apparenze è far luce sulle differenze, spesso ignorate o confuse nell’immaginario collettivo, tra i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione e l’obesità. “Si tratta di condizioni clinicamente distinte, con cause, trattamenti e vissuti profondamente diversi, che vengono però accomunate dallo stesso stigma. Questa confusione ha conseguenze reali: ritarda le diagnosi, alimenta la vergogna, scoraggia le persone dal chiedere aiuto. I disturbi alimentari (o disturbi del comportamento alimentare, Dca) – prosegue la nota – sono condizioni psichiatriche caratterizzate da un’alterazione persistente delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso, la forma del corpo o il cibo, che compromettono in modo significativo la salute fisica e il funzionamento psicosociale della persona. Non si tratta di ‘mode’ o scelte comportamentali, ma di vere e proprie patologie con basi psicologiche, biologiche e sociali complesse, spesso associate ad altre condizioni come ansia, depressione o disturbo ossessivo-compulsivo”.
Apparenze è una campagna digitale che ha l’obiettivo di “sensibilizzare sulle differenze e i confini tra disturbi alimentari e obesità, e sulle specifiche esigenze di chi convive con queste patologie, clinicamente diverse, ma che possono essere tra loro associate e per questo confuse. La campagna di comunicazione è stata promossa attraverso un esperimento sociale organizzato per le vie di Roma, da cui sono emersi pregiudizi e incomprensioni sul tema. La campagna, che resterà sui canali social di Animenta, unisce la prospettiva medico-clinica con le voci di chi ha vissuto direttamente queste patologie. Ogni contenuto realizzato per la campagna digitale è pensato per sfidare uno stereotipo, porre una domanda, restituire dignità a un corpo spesso ridotto a giudizio e a delle patologie che necessitano di percorsi di cura adeguati e multidisciplinari”.
Oltre a spiegare la differenza tra disturbi alimentari e obesità, la campagna si prefigge gli obiettivi di chiarire l’importanza di avere percorsi terapeutici specifici e multidisciplinari. Inoltre si propone di contrastare lo stigma attraverso la raccolta di testimonianze e dati con l’uso di una narrazione empatica che avvicini il pubblico alle storie di chi convive con queste patologie. Tutti i contenuti della campagna Apparenze sono disponibili sui canali social Instagram, Tik Tok e Facebook di Animenta e online collegandosi al sito web https://animenta.org/non-confondere-cio-che-vedi/.
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