(Adnkronos) – A dargli il nome fu Harvey Williams Cushing, il primo chirurgo a descrivere e identificare un quadro clinico che più tardi verrà attribuito ad una cronica produzione in eccesso di cortisolo circolante. Spesso può dare un aumento di peso, una caratteristica ‘faccia a luna piena’, una pelle sottile. La sindrome di Cushing può essere definita una condizione patologica ‘ad ombrello’ sotto la cui denominazione si celano differenti condizioni cliniche, tutte caratterizzate da un aumento di cortisolo circolante. La più frequente di queste è causata da un tumore benigno dell’ipofisi (adenoma) che attraverso un’alterata secrezione di ormone adrenocorticotropo (Acth) stimola le ghiandole surrenali a produrre il cortisolo in modo inappropriato. A questa seguono, in ordine di frequenza, le lesioni nodulari che coinvolgono una o entrambe le ghiandole surrenaliche in cui l’elevata secrezione di cortisolo è indipendente dalla stimolazione dell’Acth ipofisario. Anche alcune neoplasie, localizzate in distretti diversi rispetto ad ipofisi e surreni possono, attraverso una arbitraria secrezione di Acth, essere responsabili dell’aumentata sintesi di cortisolo surrenalico. 

La sindrome di Cushing è una malattia rara che coinvolge più frequentemente il sesso femminile con un rapporto rispetto ai maschi di 3:1 tra i 25 e i 40 anni d’età con un’incidenza di 2-3 casi su un milione di persone. “Il cortisolo fisiologicamente presiede alla regolazione di molte vie metaboliche del nostro organismo. L’aumento del suo livello circolante è la causa di una serie di condizioni patologiche quali tra le più frequenti l’obesità prevalentemente a livello addominale, una particolare stanchezza muscolare, l’aumento della pressione arteriosa, l’aumento della glicemia o un diabete franco, l’osteoporosi ed alcuni disturbi psicologici (in particolare la depressione) – spiega professor Antonio Stigliano, endocrinologo e referente dell’Ambulatorio presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea che si occupa della cura di questa condizione patologica da molti anni – Un segno clinico patognomonico del sesso femminile è dato dall’iperandrogenismo, un aumento cioè della peluria sul viso e sul corpo che frequentemente si associa ad irregolarità della ciclicità mestruale fino all’interruzione del ciclo stesso. Mentre negli uomini può verificarsi una riduzione del desiderio sessuale e della fertilità”.  

In occasione del mese in corso, tradizionalmente dedicato alle malattie rare, il professor Stigliano, d’intesa con Aipacus (Associazione Italiana Pazienti Cushinged) e Uniamo (Federazione Italiana Malattie Rare) hanno organizzato nella giornata del 24 Febbraio, presso il building universitario dell’ospedale Sant’Andrea, una tavola rotonda articolata in due sessioni che vedrà assieme al coinvolgimento dei pazienti e dei loro caregivers con gli endocrinologi e gli altri specialisti sanitari del settore anche la partecipazione dell’industria farmaceutica e della cittadinanza per la sensibilizzazione alle tematiche poste dalla sindrome di Cushing. 

Come avviene la diagnosi. “L’esordio della sindrome di Cushing è eterogeneo e la sua presentazione è estremamente variabile. La valutazione clinica e di laboratorio della sindrome di Cushing nelle sue differenti cause è tutt’altro che semplice. La diagnosi – afferma Stigliano – necessita di una particolare esperienza e competenza da parte dello staff che si occupa della gestione di questi pazienti che vede impegnati oltre gli endocrinologi e gli infermieri dedicati anche figure professionali con diverse competenze nel panorama sanitario quali i chimici, i biologi o i biotecnologi. La diagnostica di laboratorio in una prima fase, attraverso la determinazione dei valori di cortisolo in differenti fluidi biologici (sangue, urina, saliva) permette di misurare le quantità dell’ormone in maniera il più possibile specifica. La radiologia, il cui compito è quello di identificare la sede della lesione responsabile dell’ipercortisolismo, deve però possedere una strumentazione tecnologicamente avanzata (TC e Risonanza magnetica) ed essere gestita da personale altamente qualificato con le adeguate conoscenze per il riconoscimento di queste patologie”.  

“Tuttavia, il percorso diagnostico non è scevro da difficoltà interpretative rendendo il riconoscimento di questa patologia complesso e prolungato. Il tempo che intercorre, infatti, tra la comparsa dei primi segnali di malattia e la diagnosi è ancora oggi molto lungo. Questo è legato talvolta alla difficoltà interpretativa del quadro clinico di esordio, che, appunto, può essere molto variabile ma anche alla indisponibilità di strumenti diagnostici adeguati. E’ quindi necessaria, l’esperienza di un team multidisciplinare composto da molteplici professionalità capaci di intercettare dapprima i segni clinici della malattia, di confermarla successivamente, ai fini di formulare la diagnosi più precocemente possibile”, avverte Stigliano. 

La cura. Una volta posta la diagnosi, l’obiettivo successivo è quello di ridurre i livelli di cortisolo circolanti ai fini di curare la malattia. Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso la chirurgia ove attuabile o alternativamente la radioterapia o altre terapie locali. Oggi esiste però anche la possibilità di un approccio farmacologico capace di ridurre efficacemente la sintesi di cortisolo nel caso in cui le altre strade terapeutiche non risultino percorribili. 

In Italia sono pochi i Centri che si occupano di Sindrome di Cushing, la cui generica denominazione annovera, come detto, molte condizioni cliniche, tutte caratterizzate da un aumento dei valori di cortisolo con quadri clinici spesso diversi. L’ambulatorio di Patologia surrenalica dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea annovera anche tra le patologie trattate tutte quelle di pertinenza surrenalica benigne e maligne caratterizzate da un eccesso o da un difetto di secrezione ormonale. Condizioni di eccesso di secrezione ormonale, oltre all’ipercortisolismo, sono rappresentate dall’iperaldosteronismo, dall’iperandrogenismo tra cui l’iperplasia surrenalica congenita, dal feocromocitoma/paraganglioma. Le condizioni di difetto di sintesi ormonale caratterizzano l’insufficienza surrenalica di origine surrenalica o ipofisaria. Interesse particolare è rivolto alla diagnosi ed alla cura del carcinoma corticosurrenalico, patologia oncologica molto rara con un’incidenza di 1 caso su 2 milioni di abitanti, con maggiore frequenza nel sesso femminile che colpisce giovani pazienti nella prima decade di vita o, più frequentemente, adulti nella quinta-sesta decade di vita. 

Aipacus, l’Associazione Italiana Pazienti Cushing 

Da qualche anno è nata per la volontà e la sensibilità di una paziente dell’ambulatorio di Patologia Surrenalica dell’Ospedale Sant’Andrea: Aipacus, Associazione italiana pazienti cushing, rappresentata da pazienti affetti da sindrome di Cushing.  

“Aipacus è la prima associazione italiana dedicata ai pazienti affetti da sindrome o malattia di Cushing. Da molti anni ci occupiamo di divulgazione scientifica e sociale sui temi della patologia, sensibilizzando l’opinione pubblica e gli operatori sanitari sulle cause della malattia, sulla sua eterogeneità e sulle comorbilità imputabili ad una eccessiva secrezione endogena di cortisolo. Collaboriamo con i massimi esperti in ambito sanitario per individuare i migliori percorsi diagnostici e clinico assistenziali al fine di migliorare la qualità della vita delle persone affette da ipercortisolismo. Aipacus si impegna, con la sua attività, a favorire il riconoscimento della Sindrome di Cushing nel Registro delle Malattie Rare – si legge sul sito dell’associazione che contiene anche una sezione dedicata alla condivisione delle esperienze dei pazienti relativamente alla patologia – Il mio amico Cushing nasce per tutte le persone che come me soffrono di questa malattia, uno spazio nel quale raccontare la propria storia, raccontarsi con calma al di fuori della fretta di un’intervista o dagli schemi rigidi di un questionario”.  

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