(Adnkronos) – Era il 2021 quando sulla rivista ‘Parasites & Vectors’ un team di ricercatori guidato dall’università Statale di Milano descriveva l’arrivo e l’ascesa in Lombardia della super zanzara coreana resistente al freddo. L’Aedes koreicus, originaria appunto della Corea e di altre aree dell’Estremo Oriente, era stata intercettata nell’estate del 2020 durante un’attività di sorveglianza a cavallo tra le province di Bergamo e Brescia, e ha proprio questa caratteristica: sopravvive a temperature in grado di mettere fuori gioco le ‘colleghe’ e, anzi, ama proprio il clima fresco. 

Per questo motivo gli esperti di parassitologia sono rimasti alquanto sorpresi quando ad aprile di quest’anno sono arrivate delle segnalazioni della sua presenza nell’area di Monza, “per la precisione a Muggiò. Quindi si può dire che l’Aedes koreicus è ormai praticamente alle porte di Milano”. A pochi passi dalla grande metropoli lombarda, spiega all’Adnkronos Salute Sara Epis, professore associato di parassitologia all’università degli Studi di Milano e nel direttivo della Società italiana di parassitologia. 

“Qui – precisa Epis – non l’avevamo mai avuta e mi ha molto stupito. Vuol dire che specie invasive”, come appunto la zanzara coreana, “o anche l’Aedes japonicus, stanno continuando ad espandersi. Nel caso della koreicus, siamo ormai vicini alle zone periferiche del capoluogo meneghino. Queste specie meritano attenzione e richiedono un monitoraggio costante, proprio perché si stanno diffondendo nel Nord Italia”. Finora, per rendere l’idea, l’Aedes koreicus era stata intercettata in zone prealpine o preappenniniche, mai in ‘pianura’. “L’anno scorso ci sono state segnalazioni per la prima volta a Piacenza e a Parma”. E ora assedia Milano. Certo adesso, col caldo, l’avanzata potrebbe andare in stand-by. “Poiché queste zanzare non tollerano molto le alte temperature, può essere che adesso già vadano incontro a un crollo numerico, per dare spazio invece alla zanzara tigre”, riflette l’esperta.  

Ma quali fattori contribuiscono alla comparsa di queste zanzare in aree insolite? “Le specie invasive – approfondisce Epis – si adattano molto bene a nuovi territori, hanno grande plasticità ecologica. Utilizzano un’ampia varietà di siti larvali, tombini, contenitori artificiali, piccoli ristagni naturali. E questa flessibilità permette di adattarsi facilmente a contesti urbani, periurbani e rurali. Poi sicuramente anche il cambiamento climatico ha il suo peso. Come per la zanzara tigre, infatti, inverni più miti aumentano la sopravvivenza delle uova, e stagioni vegetative più lunghe consentono un’attività prolungata”. 

Insomma la globalizzazione non vale solo per le merci, o le persone. Anche le zanzare e altri insetti vivono la loro, non si fermano davanti ai confini geografici. E se la popolazione di zanzare che ‘abita’ Milano resta più o meno stabile, con “nessuna nuova specie introdotta al momento”, non è detto che la situazione non si evolva in un futuro prossimo. Intanto i numeri parlano chiaro. In Italia sono già parecchie le specie presenti. “La ‘Mosquito fauna’ nostrana è composta da 75 specie di zanzare – conclude Epis – e 34 di queste sono competenti per trasmettere patogeni all’uomo e agli animali”.  

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