(Adnkronos) – Nel 2025 la prevalenza d’uso degli psicofarmaci nella popolazione pediatrica italiana è stata pari allo 0,64% (+12,1% rispetto al 2024), con il 13,3% degli utilizzatori che ha ricevuto una sola prescrizione durante l’anno. Il corrispondente tasso di prescrizione è stato pari a 63,8 per 1000 bambini, in aumento del 13,2% rispetto all’anno precedente, a cui ha corrisposto un consumo di 66,9 confezioni per 1000 bambini (poco più di una confezione per prescrizione), il 3,4% del totale del consumo di farmaci in età pediatrica. Considerando l’andamento temporale, nel periodo 2016-2025 sia la prevalenza d’uso che i consumi sono più che triplicati, sebbene si mantengano ancora su livelli bassi, passando da 20,6 confezioni per 1000 bambini (prevalenza pari allo 0,26%) nel 2016 a 66,9 confezioni per 1000 bambini (prevalenza dello 0,64%) nel 2025. E’ la fotografia scattata dall’ultimo rapporto OsMed pubblicato dall’Agenzia italiana del farmaco Aifa. Il ricorso agli psicofarmaci presenta un andamento crescente per età, raggiungendo il massimo nella fascia 12-17 anni, nella quale si registra un consumo di 142,2 confezioni per 1000 bambini e una prevalenza dell’1,56%. 

Per quanto riguarda il consumo di farmaci in generale, nel 2025 il 46,3% della popolazione pediatrica, pari a circa 4,1 milioni di bambini, ha assunto almeno una terapia farmacologica. Gli antinfettivi per uso sistemico si confermano la categoria terapeutica a maggiore consumo, sebbene si registri una marcata contrazione nell’uso (-21,9%), con un’inversione rispetto alla tendenza misurata negli anni precedenti. Seguono, per consumo, i farmaci dell’apparato respiratorio, anch’essi in riduzione, e appunto i farmaci del sistema nervoso centrale. 

Questi ultimi fanno rilevare un incremento, in particolare nell’uso di antiepilettici e psicofarmaci. Nel 2025 la prevalenza d’uso tra bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni è cresciuta del 12,1% (circa 6,4 bambini su 1.000). Gli incrementi più marcati riguardano i trattamenti per l’Adhd come il metilfenidato (+28,9%), gli antipsicotici atipici come aripiprazolo (+14,6%) e risperidone (+13,3%) e gli antidepressivi come la sertralina (+9,6%). Nonostante la crescita osservata dopo la pandemia, precisa l’Aifa in una nota, “il consumo di psicofarmaci in età pediatrica in Italia rimane sensibilmente inferiore rispetto ai livelli registrati in altri contesti internazionali (in Francia la prevalenza è dell’1,61%, negli Usa supera il 24%)”. Si registrano comunque forti differenze territoriali, con le regioni del Centro che evidenziano tassi superiori di oltre il 50% alla media nazionale. 

Fra le novità dell’edizione 2025 del rapporto OsMed spicca l’approfondimento sui farmaci per i disturbi respiratori in ambito pediatrico. Un focus che rivela una prevalenza d’uso del 17,8%, quasi doppia rispetto alla prevalenza epidemiologica dell’asma, pari al 9%. Questo scostamento, analizza l’ente regolatorio nazionale, “sembra indicare un ricorso improprio a prescrizioni per infezioni respiratorie acute non asmatiche, e segnala la necessità di rafforzare gli interventi formativi rivolti alla pediatria di libera scelta”. 

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